Domenico Purificato

Nella prima parte della sua carriera artistica ha aderito alla corrente definita romana, avviata da Scipione (Gino Bonichi) e Mario Mafai, condivisa con Raffaele Frumenti. Artista poliedrico, dal 1940 al 1943 è stato redattore della rivista Cinema.

Nel dopoguerra fu protagonista a Roma del neorealismo, immortalando nelle sue tele gente del popolo, figure e scene campestri della vita quotidiana. Con il regista neorealista e amico Giuseppe De Santis ha collaborato nel 1956 curando lo studio del colore, la sceneggiatura e i costumi per il film Giorni d'amore. Ha preso parte ad importanti rassegne quali la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma. Si è occupato anche di narrativa, saggistica, teatro e televisione.

Tra i suoi saggi teorici sull'arte: La pittura dell'Ottocento italiano (Sciascia, Caltanissetta-Roma 1959), I colori di Roma (Adriatica, Bari 1965), Callimaco, una pittura per l'uomo (Trevi, Roma 1971), e il postumo Come leggere un quadro (Rusconi Immagini, Milano 1985). È stato direttore dell'Accademia di Brera di Milano fino al 1980. Al maestro è dovuto anche un mosaico nella lunetta del duomo medievale di Fondi sua città natale.

 

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